Miguel Angel Pachas Mora (1966 - 2020)


Caro Miguel, è un brutto momento per lasciarci, oggi più che mai abbiamo bisogno di te. Sentiamo ancora riecheggiare il tuo nome nel corridoio della radiologia (“Miguel!, Michelangelo!, Pachas!”). E’ uno di noi che grida il tuo nome certo che tu accorra a dare manforte. Il tuo ruolo e soprattutto il tuo dono è sempre stato aiutare gli altri.

Ora vorremmo fermare il tempo qualche istante. Vogliamo lasciarci un momento alle spalle il presente che stiamo vivendo per far conoscere a tutti la persona che sei. È il nostro modo di ringraziarti del tuo aiuto.

La tua esperienza è impagabile. Sei stato una persona propensa ad aiutare gli altri, in particolare le persone più bisognose. In tanti anni di lavoro assieme non ti abbiamo mai visto esitare a porgere la mano in soccorso di una persona in difficoltà, a prestare la tua forza per lo spostamento dei pazienti, a regalare un sorriso e una battuta con il tuo italo-spagnolo inconfondibile a noi colleghi in un momento di difficoltà, mettendo in secondo piano le tue preoccupazioni. Hai affiancato ognuno di noi fin dai primi giorni di lavoro contribuendo a renderci autonomi, più sicuri, più maturi.

Ci rimane il tuo senso di appartenenza alla famiglia, alla tua comunità, alle tu radici.
Ci rimangono i pazienti che chiedono e chiederanno di te.
Ci rimane un senso di colpa per non averti ringraziato abbastanza.
Ci rimane un enorme senso di vuoto, la certezza che nulla sarà come prima.

Senza di te, senza il tuo “aiuto”.

Ciao Miguel.

I tuoi colleghi di lavoro